gg616

1° Concorso Europeo di Progettazione della Sedia di Chiavari

Trasformare un gesto scaturito da un pensiero, nell’evoluzione di una matericita’ tangibile dove le linee si rincorrono e disegnano percorsi……

Partendo da una apparente volonta’ di attenersi alle linee funzionali dettate dalle esigenze comuni, si approda a fluttuanti giochi, sdrucciolii di elementi che solo dopo una reale ricerca compositiva, sfociano nel disegno complessivo della “chiavarina”.

Per raccontare i motivi ispiratori della sedia bisogna ripercorrere filologicamente il significato che la “chiavarina” ha assunto nel tempo, e come questa si sia mossa, o meglio come il tempo abbia potuto influire nel movimento intrinseco della sedia stessa.

Con questo modello di sedia vogliamo raccontare come il passaggio del tempo abbia, “nel tempo stesso”, sagomato consuetudini compositive che, partendo dallo stretto legame funzionale che in un oggetto come la sedia e’ fondamentale, sfocia in una sorta di racconto di linee che sembrano sfuggire alla funzione stessa.

Questo si puo’ notare nel rincorrersi dei singoli elementi della struttura della sedia:

gli elementi di sostegno si trasformano in elementi principali, poi in elementi secondari, quindi nel  “bracciolo”, per ritornare ad essere ancora una volta, elemento di sostegno.

Dello stesso motivo compositivo si avvale la seduta che in maniera ergonomica ed  indipendente dalla struttura, si trasforma a sua volta in “bracciolo”.

Il complesso organigramma della gG616 esibisce sinusoidali movimenti che sagomano e si adattano alla posizione dell’individuo che la usa, secondo una gerarchia di forme che raccontano il passaggio del tempo e sfociano in un restyling in chiave moderna.

Tecnicamente la sedia stessa puo’ assumere diverse identita’ materiche, cio’ e’ appunto dettato dalla descrizione temporale nel racconto delle tematiche dell’architettura sostenibile: gli elementi che cambiano identita’ e si trasformano in altri elementi a seconda del luogo e del momento che devono rappresentare, approdando pero’ ad una essenziale composizione di elementi ripetibili.

L’intera struttura, apparentemente complessa, si avvale in realta’ di due o tre elementi singoli che, assemblati secondo il disegno, costituiscono l’ossatura della sedia stessa.

L’unico elemento che si scosta da questo pensiero e’ proprio la seduta, in quanto a nostro parere rappresenta la ragione dell’esistenza di una sedia e come tale si deve distinguere come singolo, tant’e’ che e’ l’unico elemento che puo’ essere intercambiato: infatti potra’ essere costituito da un’impagliatura, da metallo, plexiglass, resina, polipropilene;  potra’ essere rivestito di stoffa e quant’altro, questo per spiegare che il nostro modello di sedia potrebbe rappresentare il luogo in cui viene collocata, ed ancor piu’ lo puo’ fare se ad essa viene correlata una gamma cromatica assortita.

gRuppo:

arch. gaBriele perriNo

arch. giuSeppe fRancavilla

Posted: giugno 22nd, 2004
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