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PREMIO TARGETTI LIGHT ART

Concorso Internazionale Per Giovani Artisti - Quarta Edizione

categoria B “SCULTURE DI LUCE”

La scultura di luce empty space to lose … a livello formale può essere assimilata ad una bottiglia, una sorta di “vuoto a perdere”, che viene riciclato per essere reimpiegato secondo una funzione diversa dalla sua originaria. Si compone fondamentalmente di tre elementi, compresa la luce: la parte più importante è costituita da una sorta di “bulbo” di circa 30 cm di altezza, di materiale vetroso trattato (infrangibile,sol-gel, resina, policarbonato, vetro cristallizzato), e si presenta con diverse gamme cromatiche. La particolarità di questo “bulbo” è data proprio dalla variazione cromatica, infatti si può scegliere la superficie esterna opaca o trasparente permettendo alla stessa lampada di comportarsi come una sorta di faretto (se appeso), o semplicemente come una lampada a terra. Tale comportamento si può meglio spiegare se si analizza la parte interna: il cono presente all’interno, conseguentemente alla scelta della lampada, può essere una superficie riflettente o trasparente (la parte esterna sarà l’inverso). Il funzionamento della luce all’interno è dato da una “pipetta” in tecnopolimero stampato che, è sede della ghiera (portalampade con attacco E-27/27, lampadina alogena max 100W), e a sua volta presenta una filettatura alla quale si avvita il bulbo. Descrivendo in sintesi i gesti: 1. si avvita la lampadina alogena al portalampade presente all’interno della “pipetta” 2. si introduce all’interno del “bulbo” 3. si avvita la “pipetta” al bulbo. La lampada è pronta per essere appesa o semplicemente appoggiata a terra. Una ulteriore ipotesi potrebbe essere quella di utilizzare un materiale fotosensibile al calore, questo per permettere alla lampada, di assumere diverse variazioni cromatiche durante il funzionamento.

Posted: luglio 22nd, 2005
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