PAUCA

Astambéin Scenografie urbane per le terre dell’Unione

Concorso di Scenografia Urbana

La realtà delle nostre città europee ci consente una full immersion negli spazi già modellati dalla storia.  Aspetto ancor più consolidato nei piccoli centri.  Viviamo la contemporaneità in spazi modellati da altre culture.  Eppure, se pensiamo per un attimo alla qualità di vita offerta dai centri storici, restiamo affascinati dalla qualità e dalla serenità che riusciamo a vivere all’interno di un tessuto cresciuto, in alcuni casi, in forma spontanea, senza un disegno unitario.  E’ il lento trascorrere del tempo e della storia che porta con sé un senso di bellezza che non ritroviamo nelle nuove città, a dispetto di tutte le funzioni e comodità che essa offre.  Dobbiamo riconoscere la storia collettiva che ci rassicura, la città storica che ci rassicura con il suo vissuto, ci regala emozioni e spazi di manifestazioni di noi.

La partecipazione alla presente competizione muove da queste considerazioni e dal desiderio di proporre un progetto semplice, dove ogni singolo elemento conduca alla manifestazione di una linea unica che cerca il dialogo con il presente dei luoghi.

I singoli elementi sono stati progettati secondo un principio di aggregazione che ha condotto all’individuazione di sistemi che colonizzano il paesaggio urbano.  Tali sistemi sono stati ordinati secondo una precisa gerarchia individuata in relazione ad esigenze di carattere funzionale (riconoscibilità e rispetto dei luoghi, individuazione di percorsi e spazi urbani) e priorità compositive legate all’analisi delle durate potenziali delle occasioni/eventi in cui gli elementi progettati vengono utilizzati caratterizzandone, dunque, spazio e tempo.

I sistemi individuati sono essenzialmente tre: il sistema territoriale, comprendente i simboli territoriali, i sistemi Wi-Fi e i cestini portarifiuti; il sistema degli spazi coperti con urban lounge, le coperture e i supporti per il commercio outdoor; il sistema degli elementi “banali” comprendenti tavoli e sedute che come pulviscoli contaminano gli spazi e i sistemi prima esposti.

La riconoscibilità dei sistemi è immediata dato che rappresentano il risultato di un concept unico.  La memoria dei luoghi ha consentito l’individuazione di una tipologia, la torre dei castelli, che scomposta nei suoi elementi, per noi essenziali, ha restituito una “scultura” urbana composta da cinque lingue, cinque accenti, cinque usi, che insieme strutturano un unico oggetto che alle scale diverse disegnano praticamente tutti gli elementi oggetto del concorso.

L’utilizzo opportuno di specifici materiali e il loro accostamento, in relazione anche alla scala in cui si lavora, completano il processo.

Il sistema territoriale si caratterizza per l’uso di strutture metalliche di supporto e metacrilato trasparente e colorato.

Le coperture si distinguono per l’utilizzo di strutture metalliche e chiusure in tessuti tecnici.  La distinzione degli elementi che compongono il sistema si basa essenzialmente sul tempo e la durata delle occasioni di utilizzo.  Le coperture sono tunnel retrattili che consentono un facile (s)montaggio e stoccaggio. Le urban lounge  sono petali che movimentano con giochi di luce filtrata e ombre gli spazi urbani.  Gli elementi per il commercio outdoor sono anch’essi un derivato dell’elemento di partenza.

Il sistema degli elementi “banali” si caratterizza per l’uso indistinto del metacrilato trasparente.

Tutti gli elementi, dunque, sono stati pensati per garantire trasparenza, senza costituire impedimento visivo alla constatazione e al godimento della meraviglia dei luoghi in cui si inseriscono e implementando la coscienza e il desiderio dell’abitare spazi densi di memoria e storia.

gRuppo:

arch. gaBriele perriNo

arch. giuSeppe fRancavilla

Posted: novembre 21st, 2007
Categories: aRchitettura
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